Caglio, Marzo 2018
TRASPORTI PUBBLICI VERSO I “MONTI DI SERA”
PER I TURISTI SONO PRATICAMENTE INESISTENTI
IDEE PER CAMBIARE
Dialogo di fine inverno tra due amici milanesi – o brianzoli - amanti delle gite e dell’ambiente.
Vorrebbero salire in treno a Caglio, ma la domenica...niente!
Ebbene sì, è proprio così. Da settembre a maggio, la domenica e i giorni di festa è impossibile raggiungere Caglio, Rezzago, Sormano, senza le quattro ruote. E volendo andare di sabato? Cambia poco, perché gli orari sono a misura di scolaro: da Milano devi arrivare ad Asso entro le sette del mattino, oppure dopo mezzogiorno, che è decisamente tardi…poi devi ripartire da Caglio alle due e mezza massimo. Insomma, il weekend è proprio tagliato fuori.
La situazione non è molto diversa per gli altri borghi di montagna della Vallassina, come Barni, Lasnigo, Magreglio. Perché questa disattenzione al trasporto turistico? ASF, l’azienda di trasporto della zona, declina ogni responsabilità, perché “Il nostro servizio viene coordinato con l’Agenzia del trasporto pubblico locale di Como, Lecco e Varese”.
Dunque abbiamo chiesto spiegazioni all’Agenzia, intervistando il suo presidente, Angelo Colzani: ingegnere dei trasporti, una vita in Trenord, è uno che ne capisce.
Angelo, perché la domenica e i giorni festivi non ci sono trasporti per Caglio, Sormano, Rezzago e gli altri paesi della Vallassina? Da settembre a maggio c’è il deserto.
Il servizio pubblico considera solo l’utilizzo sistematico dei mezzi, quindi sostanzialmente la scuola e il lavoro. Non possiamo far girare mezzi per un uso sporadico come quello turistico fuori stagione, sarebbe troppo costoso. E poi gli italiani vogliono andare in macchina!
Non è più vero che il turismo in autunno e in primavera è sporadico: è solo un turismo diverso. Le gite giornaliere in Lombardia vanno tantissimo tutto l’anno, Caglio ad esempio si presta molto bene alle gite brevi: vicino a Milano, clima mite perché siamo sotto i mille metri, bellissimi boschi, e in un solo giorno si può anche visitare la parte antica del paese. Alle nostre castagnate tanti volevano venire con i mezzi, e abbiamo dovuto deluderli.
I comuni di montagna potrebbero anche chiedere di attivare il servizio festivo in autunno e primavera, ma devono prima darci delle cifre che dimostrino che i turisti sono davvero numerosi tutto l’anno. Raccogliete i dati di affluenza in paese, nei musei, negli alberghi, poi se ne può parlare. Risorse permettendo: purtroppo i finanziamenti continuano a calare, ma soprattutto non sai mai quando…il crea incertezze ormai ingestibili.
Secondo te si potrebbe offrire ai turisti un servizio privato, magari consorziandosi tra loro?
Costerebbe troppo ai comuni, oppure costerebbe troppo ai turisti…e poi da dove? Solo da Milano, o anche da Como? O magari da Bellagio? E’ molto più efficiente valorizzare il trasporto pubblico, magari facendo pagare un prezzo leggermente superiore per i biglietti turistici a fronte di qualche servizio in più.
Le tecnologie informatiche di oggi potrebbero facilitare l’uso dei trasporti ai turisti, anche stranieri?
Non solo potrebbero facilitare, sono indispensabili! E dovrebbero essere applicate a tutto il trasporto, anche quello dei lavoratori e degli studenti. Ci vogliono app dedicate, con gli orari, i costi, la possibilità di pagare col telefono, come già è normale in Europa a cominciare dalla vicinissima Svizzera. Il turista si muove solo così, non puoi più chiedergli di comprare il biglietto e consultare cartelli! Specie se è giovane.
E proprio da un gruppo del territorio, giovani e adulti, è nata l’esigenza di indagare il bisogno di mobilità locale. Affiancati da ProgettoYouthlab, l’iniziativa che vuole ripensare le politiche giovanili dell’area erbese, il gruppo ha diffuso un questionario nei comuni della Vallassina per delineare “dal basso” le esigenze dei residenti. Dalle risposte emerge la necessità di un trasporto più diffuso e frequente dalle zone “alte” della valle per raggiungere Asso ed Erba, ma anche di un servizio verso mete di svago, come ad esempio la discoteca del Moregallo o, in estate, la spiaggia di Onno o la piscina di Merone.
Caglio è stato il Comune che per primo ha creduto nell’iniziativa, insieme a Pro Caglio: diamo dunque la parola al vicesindaco, Gaetano Losapio.
Caglio è stato il paese che ha avuto la risposta più entusiasta, con 80 questionari compilati. Qui, non solo i giovani esprimono il desiderio di raggiungere senza auto i luoghi di divertimento. Da noi vengono in vacanza tanti nonni con i nipotini, accompagnati nel weekend dai figli e lasciati in paese senz’auto, con possibilità di muoversi limitata.
Un servizio pubblico di trasporto verso luoghi di interesse, anche culturale, aiuterebbe lo sviluppo turistico del territorio d’estate, ma anche nelle altre stagioni, per i residenti o per turisti del weekend.