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CAGLIO, APRILE 2021

LAVORARE DA REMOTO A CAGLIO

PAUSA PRANZO NEL BOSCO

La pandemia da Coronavirus ha cambiato la giornata lavorativa di tanti di noi, a causa dello smart working introdotto dalle imprese. Anche i liberi professionisti incontrano i clienti online, e nel mondo c’è addirittura chi si è trasferito in bellissimi luoghi approfittando di poter lavorare da casa. Ad esempio, alle isole Canarie, riferisce il prestigioso giornale inglese The Economist, che ha intervistato giovani consulenti ritratti mentre lavorano con davanti il mare, quello vero, non la foto sullo schermo del computer…e in pausa pranzo vanno a farsi un tuffo! Il governo locale, per rimediare al crollo del turismo, sta promuovendo la combinazione lavoro-spiaggia con forti incentivi fiscali.
Anche Caglio - non è per vantarsi - è un bel posto per lavorare: non ha il mare, ma il lago a due passi, oltre alle montagne in casa. Con in più il vantaggio di poter raggiungere Milano in un’ora, quando è proprio necessario andarci. Ecco due testimonianze.

Edo, consulente di comunicazione

“Bellissimo, unico neo, la connessione internet da migliorare”

Edoardo Santamato, detto Edo, è una delle persone che lavorano a Caglio e ci vivono. Milanese doc, studi classici e università Bocconi, ha lavorato per diversi anni a Milano nel settore della comunicazione. Nel 2013 fa il grande passo con l’apertura della propria agenzia, Invasione Creativa. Si trasferisce qui dopo il matrimonio con Angela, cagliese irriducibile al punto da porre il trasferimento come condizione per convolare a nozze. Da allora, Edo ha l’ufficio in casa, vista Corni di Canzo. “Non avevo una vita da pendolare neanche prima della pandemia, perché uscivo a incontrare i clienti, dovunque fossero, organizzandomi sugli orari. Per il resto del lavoro ero già qui a Caglio”. Che cosa è cambiato allora? “Gli incontri sono stati sostituiti dalle riunioni in video” spiega Edo: molto, ma molto più frequenti degli incontri, tanto da assorbire quasi più tempo del lavoro creativo”. Questa modalità di contatto fa purtroppo sentire ancora di più l’unico grande svantaggio di Caglio sulla città: la connessione internet. Ma per Edo, che ha sempre lavorato con le immagini e i video, questo svantaggio c’è sempre stato. “Per tutto il resto, Caglio è perfetta per me, sto in mezzo alla natura e ho più tempo per divertirmi con le mie bambine”.

Marisa, dipendente Adecco a Oggiono

 “Ogni giorno vado al sentiero Segantini”

Ancora più soddisfatta è Marisa Gorno, che vive a Caglio dal 2003, lavora all’Adecco di Oggiono, in Brianza, settore selezione del personale. Fino a metà 2019 Marisa andava al lavoro ogni giorno: usciva alle 8 e rientrava alle 19,30. Già a metà 2019 la sua azienda aveva introdotto in via sperimentale lo smart working per tre giorni al mese, superando qualche resistenza del gruppo dirigente: “lavorare da casa per qualcuno è lavorare poco” dice Marisa. “ma poi li abbiamo convinti! Al momento del lockdown quindi eravamo già preparati”. Nel 2020, passata la fase del lockdown stretto, L’Adecco si è organizzata con tre giorni a settimana da casa e due in ufficio, con l’aiuto della tecnologia. “Facciamo da remoto tutti i colloqui di selezione, sia con noi che con l’azienda cliente e persino le assunzioni, con il riconoscimento facciale e tutti i documenti digitalizzati. Io mi occupo delle relazioni con le aziende e tengo i due giorni fuori casa per fare degli incontri di persona, negli altri giorni faccio tutto il lavoro di back office”.
Marisa è più serena, gestisce meglio il suo tempo ma soprattutto si gode il silenzio e la natura. “Vado quasi tutti i giorni sul sentiero Segantini, che è vicinissimo a casa mia, appena finita la giornata. Ma anche mentre lavoro, posso mettermi in giardino nei giorni di sole ed è veramente un altro lavorare. Pensi che la produttività dei dipendenti è addirittura aumentata con lo smart working, il contrario di quello che temevano alcuni dirigenti!”
In conclusione, lavorare a Caglio da remoto può essere una bella opportunità anche per qualche cittadino stanco dello stress metropolitano e desideroso di vivere vicino alla natura. Le case in paese non mancano di certo; migliorando le prestazioni di internet, ci sarebbe proprio tutto quello che ci vuole.

Il progetto Borgo Office: smart working in azienda agricola

I borghi italiani diventano ancora più desiderabili forse proprio per l'impossibilità di visitarli, ma soffrono anch’essi della mancanza di turisti. Ed ecco che la creatività italiana sboccia anche da un terreno grigio come la pandemia, con il progetto Borgo Office, pensato per aiutare questi piccoli gioielli, venendo incontro alla domanda di chi è stufo di lavorare chiuso tra le quattro mura domestiche, e ha la possibilità di spostarsi.
Borgo Office seleziona aziende agricole disponibili a ospitare gratuitamente i “nomadi digitali” che desiderano di lavorare in smart working lontano dalle città. Per ricambiare l’ospitalità in fattoria, però, è richiesto di acquistare un pacchetto di sostegno, comprando prodotti aziendali e tipici del territorio.
In Lombardia c'è solo un borgo aderente per ora, Bagolino, situato nell’alta Valle Sabbia, poco distante dal Lago d’Idro, in provincia di Brescia. Qui l’azienda agricola mette a disposizione una camera arredata con mobili semplici ma accoglienti, con bagno esclusivo, per due persone al massimo. L’equipaggiamento comprende wi-fi, postazione di lavoro con vista, stampante, scanner e fotocopiatrice.
Stando al sito ufficiale, le richieste sono tantissime, e la fattoria di Bagolino è già prenotata per mesi. Aziende agricole lariane, fateci un pensiero!

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